4 giugno 2026. Davanti al notaio, ad Andria, nasce Ital Tech Hub S.r.l. Società Benefit. Otto giorni dopo, il quadro di governo è al completo: un Consiglio di Amministrazione di sei membri, un Amministratore Delegato nominato dal board e un'impalcatura di compliance scritta nello statuto prima ancora che in qualunque presentazione.
Per una newco italiana la prassi è un'altra: amministratore unico, statuto fotocopia, governance "da definire". ITH ha fatto la scelta opposta. Vale la pena spiegare perché.
1. La composizione
| Carica | Nome |
|---|---|
| Presidente | Simone Aldo Buonporto |
| Amministratore Delegato | Ruggiero Grimaldi |
| Consigliere | Angelo Tofalo |
| Consigliere | Marco Pantaleo Di Vincenzo |
| Consigliere | Francesco Fuzio |
| Consigliere | Luca Di Ruvo |
Il CdA dispone di tutti i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione. La rappresentanza legale spetta al Presidente e all'Amministratore Delegato nei limiti delle deleghe.
2. Perché un board pieno al giorno zero
Un consiglio di amministrazione strutturato, in una società appena costituita, è un costo e una complicazione. Si sceglie per un solo motivo: il progetto che la società deve governare è più grande della società stessa.
Un campus data center da 140MW attraversa permitting ambientale, connessioni di rete, contratti energetici ventennali, rapporti con enti pubblici e — soprattutto — capitali istituzionali. Gli investitori infrastrutturali non firmano term sheet con società governate da una persona sola: chiedono board, deleghe tracciabili, compliance verificabile. Costruire la governance prima di chiedere il capitale, e non dopo, accorcia esattamente la parte più lenta di ogni due diligence.
3. Il profilo cyber-istituzionale del board
L'ingresso di Angelo Tofalo è il segnale più leggibile della direzione. Ingegnere, classe 1981, è stato componente del COPASIR — il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica — dal 2013, e Sottosegretario di Stato alla Difesa nei governi Conte I e II (2018-2021), con delega alla cybersecurity. Dopo l'esperienza di governo è stato consigliere di Clusit (Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica, 2022-2024) ed è direttore scientifico del CISINT e della Cyber Security Italy Foundation.
Il profilo del Presidente completa il quadro. Simone Aldo Buonporto, romano di nascita e pugliese d'adozione, è un imprenditore del digitale: co-fondatore e amministratore delegato di IDCERT (International Digital Certification), l'ente di certificazione delle competenze digitali per persone, scuole, imprese e Pubblica Amministrazione, di cui è stato presidente. È membro della European DIGITAL SME Alliance e, nella Cyber Security Italy Foundation, Delegato all'Istruzione e componente dell'Advisory Board, dove cura le iniziative nazionali e internazionali per la formazione in ambito cyber.
Non è un incrocio casuale: Presidente e consigliere siedono nella stessa fondazione — l'uno sul fronte education, l'altro come direttore scientifico. L'asse cyber-istituzionale del board nasce da una collaborazione che precede ITH, e si salda con la vocazione statutaria della società alla formazione e alla R&S su AI e HPC. Completa il presidio delle competenze la presenza in consiglio dell'avvocato Marco Pantaleo Di Vincenzo: in un progetto che vive di permitting, contratti e compliance, la competenza legale al tavolo non è un accessorio.
La ragione di queste scelte è strutturale, non d'immagine. Un data center è infrastruttura critica, e in quanto tale vive dentro un perimetro normativo fitto: NIS2 sugli standard di cybersecurity e la notifica degli incidenti, il Perimetro di Sicurezza Nazionale Cibernetica, la disciplina Golden Power (DL 21/2012) — richiamata espressamente nel nostro statuto — sul controllo statale degli asset strategici. Avere al tavolo del consiglio chi ha presieduto questi temi dal lato delle istituzioni, e chi da imprenditore certifica le competenze digitali del Paese, significa trattare sicurezza e rapporti istituzionali come competenza nativa, non come adempimento successivo.
4. Presidente e Amministratore Delegato
La distinzione dei ruoli al vertice non è formale. Il Presidente, Simone Aldo Buonporto, ha la rappresentanza legale di fronte ai terzi e in giudizio. L'Amministratore Delegato, Ruggiero Grimaldi, è nominato dal consiglio e opera nei limiti delle deleghe ricevute; al ruolo d'impresa affianca un'esperienza istituzionale diretta come Presidente del Consiglio comunale di Barletta — una competenza, quella dei meccanismi della pubblica amministrazione, che per un progetto fatto di permitting e rapporti con gli enti vale quanto una delega.
Lo statuto tipizza le deleghe esattamente sui nodi operativi di un progetto come il nostro: permitting e autorizzazioni, energia e contratti di fornitura (PPA), procurement e appalti, colocation, cloud e contratti con i clienti, rapporti con enti pubblici e investitori, compliance e sicurezza (CISO, DPO, OdV). È la differenza tra un board che ratifica e un board che governa.
5. La compliance scritta nello statuto
ITH nasce come Società Benefit: lo statuto vincola la società a finalità di beneficio comune — efficienza energetica, energie rinnovabili, gestione responsabile della risorsa idrica, recupero del calore di scarto, rigenerazione territoriale, resilienza dei servizi digitali — con la nomina di un Responsabile dell'Impatto e una Relazione di Impatto annuale secondo standard riconosciuti (B Impact Assessment, GRI).
Sul fronte del controllo, lo statuto impone l'adozione di un Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex D.Lgs. 231/2001 con revisione periodica, e l'istituzione di un Organismo di Vigilanza — monocratico in fase iniziale, collegiale con componente esterno oltre la soglia dei dipendenti. Sono previste polizze D&O e obblighi di riservatezza e non concorrenza per gli amministratori.
6. Una struttura pensata per crescere
Lo statuto non fotografa solo il presente: prepara il futuro. È prevista l'apertura a investitori istituzionali — la prelazione tra soci non si applica all'ingresso di amministrazioni pubbliche, fondi infrastrutturali e di investimento, banche, veicoli di progetto e partner strategici — il diritto di nomina in consiglio per il Socio Qualificato, gli aumenti di capitale in tranche e il percorso di trasformazione in S.p.A..
È la struttura che ci si aspetta da un'infrastruttura pensata per durare decenni. Per il Mezzogiorno che vuole competere sulle infrastrutture digitali, una governance così non è burocrazia: è il modo più concreto di dire agli investitori che il progetto è pronto a riceverli.