24 luglio 2026: il Consiglio dei Ministri dichiara di preminente interesse strategico nazionale due programmi di investimento in data center, per 8 miliardi. 4 agosto 2026, dodici giorni dopo: altri due, per 6,8 miliardi.
Il totale dei programmi passati da questa procedura arriva così a sette, per oltre 25 miliardi di euro. È il numero più solido che abbiamo oggi sulla pipeline italiana dei data center — più solido degli annunci, perché ogni riga è passata da una delibera.
1. I sette programmi
| Programma | Investimento |
|---|---|
| Amazon | 1,2 mld |
| Vantage | 8 mld |
| EdgeConnex | 3 mld |
| Equinix per l'Italia | 4 mld |
| Techbau — Cavour Hyperscale Campus | ~4 mld |
| K2 Strategic Infrastructure | 5,3 mld |
| Digital Vault Sulcis | 1,49 mld |
I quattro delle ultime due sedute, in dettaglio:
- Equinix per l'Italia — sette nuovi data center a Settimo Milanese e Cusago, 4 miliardi nell'arco 2026-2033, circa 1.500 addetti in cantiere e oltre 500 posti permanenti. Colocation, connettività e capacità hyperscale per carichi AI, con alimentazione dichiarata interamente da fonti rinnovabili.
- Cavour Hyperscale Campus — riconversione dell'ex centrale "Galileo Ferraris" di Trino, in provincia di Vercelli. 300-400 MW, conferenza di servizi entro fine 2026, autorizzazione attesa entro fine 2027, esercizio entro fine 2028.
- K2 Strategic Infrastructure — Zibido San Giacomo e Lacchiarella, area metropolitana di Milano. 5,3 miliardi, circa 400 MW, quattro anni di cantiere con una media di 2.000 occupati l'anno.
- Digital Vault Sulcis — ex miniera di carbone di Monte Sinni, Nuraxi Figus, comune di Gonnesa, Sud Sardegna. 1,49 miliardi per un Edge AI data center da circa 30 MW, con un impatto stimato di 400 occupati l'anno tra diretti e indiretti.
2. Come funziona la corsia
La base normativa non è la legge 49/2026, ed è un punto che vale la pena chiarire perché genera confusione: è l'articolo 13 del "Decreto Asset". Il meccanismo si attiva su proposta del Ministro delle Imprese e del Made in Italy per i programmi di investimento sopra il miliardo di euro, e produce un effetto preciso: la delibera del Consiglio dei Ministri apre alla nomina, per ciascun programma, di un commissario straordinario di governo d'intesa con le Regioni, con il compito di coordinare le amministrazioni e accelerare gli interventi, anche ai fini del rilascio dell'autorizzazione unica.
Non è una scorciatoia che salta il procedimento: è un commissario che gli si siede sopra. Il procedimento unico dell'art. 8 resta quello che è — dieci mesi, Regione sopra i 50 MW termici, MASE sopra i 300 — ma acquista un soggetto il cui unico mestiere è far rispettare i tempi.
Ne segue una gerarchia di fatto a tre livelli, che ogni sviluppatore dovrebbe avere chiara prima di scegliere dove e come presentare un progetto:
- Sotto il miliardo: procedimento unico ordinario dell'art. 8, o autorizzazione unica ZES nel Mezzogiorno sotto le soglie ambientali
- Sopra il miliardo: art. 13 Decreto Asset, con commissario
- In prospettiva: il Data Center Framework Act, approvato dalla Camera il 24 febbraio 2026 e ancora in attesa del Senato, che riclassificherebbe i data center come infrastruttura strategica nazionale con codici ATECO dedicati, disciplina urbanistica, incentivi per le aree industriali dismesse e criteri di priorità per la connessione alla rete
3. La geografia, e il primo dato interessante
Tre dei quattro programmi delle ultime due sedute sono in Lombardia e Piemonte. Il quarto — Digital Vault Sulcis — è il primo data center strategico del Mezzogiorno, ed è quello che ci interessa di più per due ragioni che non hanno nulla a che vedere con il campanile.
La prima: è un brownfield, e non uno qualunque. Una miniera di carbone dismessa che diventa infrastruttura di calcolo è il racconto della transizione energetica in una sola inquadratura — nello stesso Sulcis, e con la stessa forza lavoro, per cui il tema della riconversione industriale è aperto da trent'anni.
La seconda: la Sardegna è dentro la ZES Unica. Il programma cumula quindi la corsia commissariale dell'art. 13 con il perimetro ZES e il credito d'imposta triennale di cui abbiamo scritto. È la prima verifica empirica dell'incrocio normativo che avevamo mappato in giugno: quando i due regimi si sovrappongono, non si escludono — si sommano.
Resta un dato di scala che sarebbe disonesto nascondere: 30 MW in Sardegna contro 400 MW alle porte di Milano. Il Mezzogiorno è entrato nella lista dalla porta dell'edge, non da quella degli hyperscale.
4. Cosa ci portiamo via
C'è un elemento che i comunicati non mettono in fila e che invece salta all'occhio se si guardano le due delibere insieme. K2 costruisce a Zibido San Giacomo e Lacchiarella: lo stesso comune agricolo del sud milanese in cui, poche settimane prima, centinaia di persone erano scese in piazza contro un progetto di data center. La corsia commissariale accelera i procedimenti amministrativi. Non accelera il consenso, che ha tempi propri e non risponde ai commissari.
È il vero motivo per cui la localizzazione nel Mezzogiorno è un vantaggio competitivo e non un ripiego: terreno disponibile, siti ex industriali da riconvertire, energia rinnovabile in eccesso e comunità che il lavoro industriale lo cercano invece di respingerlo.
Sette programmi, venticinque miliardi, un solo progetto sotto Roma. Il prossimo elenco dirà se il 2026 è stato l'anno in cui il Sud è entrato nella pipeline o l'anno in cui ha visto passare il treno.
Nota: i dati sui singoli programmi sono tratti dai comunicati ufficiali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Questo articolo ha finalità informative e non costituisce consulenza legale.